Progetto "Una salute a misura di donna"

Regione Campania - Assessorato alla Sanità - coord. E. Reale

Storia del progetto

Perché una salute

a misura di donna

La medicina di genere

nel mondo

Chi siamo: il gruppo di lavoro

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Orientamenti generali per la  ricerca e per i servizi

A livello internazionale le principali istituzioni sanitarie hanno convenuto che esistono evidenze sulla sottovalutazione dei problemi di salute delle donne ed hanno attuato dipartimenti per la salute della donna finalizzati a riequilibrare le ineguaglianze di genere nel campo della salute e della organizzazione sanitaria.

 

Gli effetti della mancata applicazione del punto di vista di genere (servizi, ricerche cliniche, ecc. gender oriented) più frequentemente evidenziati dalle organizzazioni sanitarie  e attualmente presenti nel nostro sistema sanitario sono:

 

³    la carenza e/o più spesso la mancanza di interventi di prevenzione primaria;

³    la mancanza o la carenza di ricerche sui fattori eziologici e di rischio con un focus sulle condizioni di vita delle donne: in particolare sulle condizioni di lavoro (intreccio tra lavoro produttivo e riproduttivo) e sulle varie forme di violenza;

³     le pratiche diagnostiche e terapeutiche sviluppate sul modello maschile ma applicate anche sulle donne senza tener conto delle dovute differenze biologiche, psicologiche e sociali;

³    l'assenza o l'inadeguata presenza delle donne nelle sperimentazioni cliniche, con il risultato ad esempio che nuovi farmaci vengono valutati quasi esclusivamente sui maschi ma poi utilizzati per ambedue i sessi, con conseguenze ben evidenti nella pratica clinica di una minore efficacia o di maggiori effetti indesiderati sulle donne;

³    l'assenza di dati statistici disaggregati per sesso (escludendo i dati sulla mortalità), che riduce notevolmente la possibilità di costruire profili di rischio per le donne e di valutare appieno l'entità del coinvolgimento delle donne nell’utilizzo dei servizi sanitari;

³    il ritardo nell'identificare i fattori di rischio occupazionali o ambientali per alcune patologie femminili considerate principalmente ad eziologia ormonale. Esempi includono: tumori al seno o all'utero, patologie mentali, patologie cardiovascolari, gastroenterologiche; ma anche epatiche e tiroidee.

³    la mancanza di risposte sanitarie adeguate ai problemi di salute delle donne;

³    la mancanza di programmi di formazione medica sui temi della differenza di genere.

 

Alla luce di queste carenze che oggi si stanno visualizzando in tutto il mondo, i programmi sanitari devono poter avere come obiettivo prioritario e strategico il  far emergere e venire in primo piano i problemi di salute della donna, finora nascosti dietro processi inappropriati di omologazione al modello maschile, oppure dietro processi di opacizzazione di tutto quello che non è salute riproduttiva.

Una serie di indicazioni, nel nostro sistema sanitario possono aiutare  il processo di riequilibrio nella osservazione dei problemi  di salute secondo il genere:

           

ð     evidenziare nei vari settori di indagine le differenze di genere relativamente a: fattori di rischio, diagnostica, intervento/trattamento.

ð     Integrare il punto di vista di genere nella diagnostica, nel trattamento e nella prevenzione con:

-                     maggiore corrispondenza e pregnanza della diagnosi rispetto agli stati di malessere reali delle donne (con definizione di più appropriate  linee guida),

-                     maggiore efficacia dei trattamenti (con definizione di più appropriate  linee guida),

-                     riequilibrio nell’indagine dei fattori di rischio tra componenti (psico)-biologiche (ciclo ormonale e stati affettivi) e (psico)-sociali (lavoro e relazioni di oppressione).    

ð     Evidenziare,  nei vari settori di indagine, i principali pregiudizi a carico del genere femminile con riferimento  da un lato alla sopravvalutazione dei fattori di rischio legati alla sfera biologico-riproduttiva, e dall’altro alla sottovalutazione dei fattori di rischio ambientali (fisici e socio-familiari) e lavorativi.

ð     Incentivare lo studio e  l’osservazione della complessità dei fattori (non solo biologici e riproduttivi)  che presiedono alla salute della donna, sia biologici che psico-sociali. 

ð     Raccogliere dati, statistici ed epidemiologici, funzionali alla visualizzazione delle condizioni di vita e di salute della popolazione differenziata per sesso

ð     Elaborare linee guida  per l’inclusione della differenza di genere nelle ricerche a contributo pubblico.

ð     Privilegiare strategie formative orientate  all'inserimento del punto di vista di genere nei programmi di aggiornamento degli operatori.

ð     Diffondere il principio di “cautela”  per l’uso di strumenti  diagnostici e trattamentali non testati rispetto al genere (gender blind) comprendenti le raccomandazioni di cautela sull’uso dei farmaci non sostenuti da validi trials clinici rispetto al genere.

ð      Puntare alla prevenzione cogliendo meglio i rapporti tra malattia e specifiche condizioni di rischio nella vita della donna e degli uomini.

ð     Elaborare criteri per l’individuazione, nell’ambito di politiche per la prevenzione,  di messaggi informativi corretti, non penalizzanti per la salute delle donne. Dare particolare attenzione alla prevenzione ed informazione da attivare già in età infantile ed adolescenziale, anche per quelle patologie connesse generalmente con l’età della menopausa ( ad esempio l’osteoporosi).

 

 

I SERVIZI E LA RICERCA OGGI

 

I servizi e la ricerca  rivolti alle donne, si occupano dell’area della sessualità e della riproduzione, e non tendono a sviluppare  una visione complessiva della salute.

 

q      Consultori, ambulatori di ginecologia e senologia,  sono servizi centrati sulla vita riproduttiva;

 

q      la ricerca sanitaria e la prevenzione rivolta alle donne si occupa delle patologie connesse alla vita riproduttiva, come i tumori sesso-specifici (seno, utero), le patologie della menopausa; o della salute in gravidanza e del binomio madre-bambino.

 

q      Nei servizi e nelle ricerche, che non riguardano patologie "sesso-specifiche", le donne soffrono spesso della sottovalutazione dei loro disturbi.

 

q      L’approccio ai loro problemi di salute non è correttamente impostato intorno alla differenza di genere: ciò è dovuto spesso all’incomprensione dei medici e dei ricercatori che tendono a riportare tutti i disturbi delle donne alle fasi ormonali della vita riproduttiva.

 

 

I SERVIZI  E LA RICERCA DOMANI

 

Che fare per orientare i servizi e la ricerca alla promozione della salute della donna.

 

 

 

l       Coniugare la salute secondo le differenze di genere, in ogni ambito di attività  (preventiva, diagnostica, curativa, riabilitativa).

 

l       Valutare ogni problema di salute in modo multifattoriale e con una stretta interdipendenza mente-corpo-ambiente.

 

l       Raccogliere i dati disaggregati per sesso in ogni variabile considerata ed in ogni contesto statistico/epidemiologico e clinico.

 

l       Inserire i principi di parità ed equità uomo-donna nella conduzione delle osservazioni cliniche e delle ricerche.

 

l       In particolare è necessario che i fattori eziologici e di rischio, il cui studio è indispensabile per la prevenzione, siano indagati per uomini e donne, prendendo in considerazione le loro diverse condizioni di vita.

 

l       Stimolare gli operatori ad ampliare, con il punto di vista di genere, le loro pratiche e conoscenze, utilizzando anche strumenti istituzionali quali: corsi di aggiornamento obbligatorio (ECM); corsi  di laurea; corsi di specializzazione.

 

l       Costruire linee guida preventive, diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, orientate alla differenza di genere.